SCRIVIAMO A DRAGHI E AI PARTITI,
perchè facciano davvero la Transizione Ecologica!
Vi suggeriamo un testo, e un indirizzario email.
Perdeteci un minuto di orologio, e soprattutto …. passate parola!
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OGGETTO DELLA MAIL:
“Caro Draghi, cari Partiti, la Transizione Ecologica, va fatta per davvero!”
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TESTO DELL’EMAIL:
Alle forze politiche
Al Governo
Con la presente siamo a ricordarVi che non abbiamo più tempo.
La svolta ecologica del sistema economico, della mobilità, della produzione e del consumo, deve essere attuata adesso.
L’Italia è gravemente in ritardo e le azioni di questa legislatura saranno decisive.
. Il Piano Nazionale Energia Clima deve essere subito cambiato, perché inadeguato ai nuovi target europei.
. Ma anche gli obiettivi ad oggi vigenti sono comunque lontani.
La crescita di eolico e fotovoltaico, è troppo lenta.
Con i primi 4 bandi del Decreto FER 1 è stato assegnato solo un quarto del contingente totale (1,5 GW su 5,5 GW).
Gli iter autorizzativi sono inaccettabilmente lenti, molte sovrintendenze e regioni esercitano un potere di interdizione non più accettabile, in nome di un paesaggismo conservatore: la Calabria ha bloccato ogni progetto di eolico, Emilia Romagna e Sardegna bloccano l’eolico off shore, il fotovoltaico a terra e nelle aree agricole è molto difficile, quasi impossibile, e subisce pregiudizi anacronistici, quando oggi esistono modelli di agrifotovoltaico assolutamente compatibili con le coltivazioni e l’allevamento.
E persino il fotovoltaico sui tetti, in tante aree del Paese, un esempio è Firenze e la sua provincia, rappresenta un problema, in zone dove antenne e parabole fioriscono, ma l’energia pulita sembra invece il principale sfregio da cui difendersi.
Non faremo la transizione ecologica senza un cambiamento della nostra idea di paesaggio, e senza accettare le energie rinnovabili nella nostra quotidianità.
Parimenti, non esiste un piano adeguato di efficientamento energetico degli edifici pubblici e di solarizzazione di aree dismesse, ospedali, industrie, capannoni, scuole.
. Non possiamo accettare la centralità del gas nella fase di transizione: l’idrogeno verde, e il biometano, sono gli assi prioritari su cui lavorare, e la ricerca industriale sui sistemi di accumulo e il riciclo delle batterie.
. Per il trasporto pubblico locale, il fabbisogno è stimato circa in 30 miliardi di Euro, mentre l’attuale piano, ne stanzia solamente 7,5.
E mentre molti Paesi fissano date certe per l’eliminazione dell’auto endotermica, noi continuiamo ad incentivarle: semmai dovremmo incentivarne la conversione con il retrofit elettrico, seguendo l’esempio di Renault.
. Va migliorata l’accessibilità burocratica dell’attuale “super-bonus”, esteso il concetto di comunità energetica, facilitata la partecipazione dei fondi pensione agli investimenti nel settore rinnovabili, e l’ingresso dei piccoli investitori nelle cooperative finalizzate alla produzione e distribuzione tra i soci dell’energia rinnovabile.
. E’ stata molto grave la sospensione della plastic tax, e delle politiche di contrasto all’usa e getta.
Devono essere favorite pratiche di riuso, dei materiali, dell’acqua, del calore, delle aree urbane abbandonate, in una logica di circolarità.
. Si devono riportare gli oneri di sistema della bolletta elettrica dalla quota fissa a quella variabile
. L’Italia deve rimettere in discussione l’attuale proposta di Politica Agricola europea, che non incentiva abbastanza i giovani agricoltori, il biologico, le filiere corte, e non favorisce l’uscita dal sistema dell’allevamento industriale intensivo
. i 34,5 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi, come stimati da Legambiente, devono immediatamente essere convertiti in sostegni mirati, alle stesse imprese cui essi vengono tolti, per progetti di conversione e innovazione industriale, e di nuova formazione delle maestranze.
. Serve un adeguato piano per la tutela della biodiversità, delle aree protette, e per un sistema di corridoi ecologici, completo e organico
. Infine, tutto ciò deve essere necessariamente accompagnato da una politica di redistribuzione e di lotta alle disuguaglianze sociali
Per fare queste cose, non c’è niente di nuovo da inventare.
Serve mettere in atto le proposte e le soluzioni che arrivano dalla comunità scientifica.
Ascoltare figure autorevoli, quali Gianni Silvestrini, Luca Mercalli, Sergio Ferraris, Daniela Ducato, molti altri e molte altre.
Collaborare con realtà della società civile che da anni spingono verso il cambiamento, come ASviS, Legambiente, Greenpeace, WWF, Lipu, QualeEnergia, Coordinamento Free, Italia Solare, Anev, FIAB, Forum Disuguaglianze e Diversità, Fridays and Parents For Future ed Extinction Rebellion.
Ci aspettiamo che facciate sul serio, stavolta.
Confidando in una vostra seria presa in considerazione e risposta,
porgiamo
Cordiali Saluti
(firma)
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