GLI SCEMI DEL VILLAGGIO

Nel 2020 le energie rinnovabili elettriche, come eolico e solare, sono cresciute a livello mondiale al ritmo più veloce mai registrato da 20 anni.

Così ci dice il rapporto ‘Renewable energy market update Outlook for 2021 and 2022’ dell’International Energy Agency, l’Agenzia internazionale dell’energia, diffuso alcuni giorni fa.

Secondo l’analisi di mercato della IEA “la capacità di elettricità rinnovabile aggiunta nel 2020 in tutto il Pianeta è aumentata del 45% toccando i 280 GigaWatt, il più grande aumento anno su anno dal 1999”.

Tutto questo riguarda in particolare Europa, Stati Uniti, e Cina.

L’Europa, leader mondiale, letteralmente vola.

Tutta l’Europa, o quasi: tranne, ovviamente, gli imbecilli del villaggio.

Chi sono gli imbecilli del villaggio?

Noi, gli italiani, non c’è neanche da chiederlo.

In controtendenza mondiale, in Italia nel 2020 crolla del 35% la nuova potenza installata di energia pulita: in particolare crolla, si azzera quasi, la nuova installazione di energia eolica.

Si, signore e signori, gli imbecilli del villaggio siamo noi, sempre noi.

Questo Paese deprimente e sconcertante, che autorizza a fine pandemia nuove trivellazioni in mare come se niente fosse avvenuto, che continua a discutere sul Ponte di Messina, che si impegna in Europa con Draghi, Cingolani, il leghista Giorgetti e l’ipocrita cinque stelle Di Maio, per ammorbidire le direttive sacrosante contro la plastica usa e getta, che pullula di comitati isterici e complottisti contro le pale eoliche: questo Paese di autentici, clamorosi imbecilli, sta perdendo anche questo treno.

Innovazione, lavoro, ambizione di creare nuove idee di città e anche un nuovo paesaggio, il paesaggio della transizione ecologica e rinnovabile, evidentemente non sono temi che ci interessano.

Ovvero interessano, eccome, una minoranza di politici, ricercatori, imprenditori, ecologisti, giovani ragazze e ragazzi, che già a venti anni sono attivisti e intellettuali splendidi, e poi trentenni e quarantenni promotori di realtà e cooperative avanzate, professionisti e operatori encomiabili.

Ma non sono la parte forte del Paese.

Lo diventeranno, lo diventeremo?

Me lo auguro davvero con tutta la mia forza, e voglio continuare a crederci.

Ma per adesso vince ancora l’ancien regime, il gas, le grandi opere, la plastica italiana che va difesa, l’opportunismo del Pd e ancor di più del Movimento Cinque Stelle, che a Roma vogliono il Ministero della Transizione Ecologica, promuovono l’ottimo superecobonus e le comunità energetiche, ma sui territori diventano alleati sistematici della conservazione e della guerra santa agli impianti eolici, l’energia più pulita in assoluto, secondo la più consolidata letteratura scientifica.

Per piacere, che non risenta dire che è l’Europa che è cattiva, o che è il destino che è cinico e baro.

Siamo noi, sempre e solo noi, che ci facciamo del male da soli, oggi come ieri.

Mauro Romanelli, Presidente di Ecolobby